Una gara entrata nel mito raccontata da un pilota che vi ha partecipato

a cura di Joel Camathias, pilota automobilistico

Diventa difficile poter raccontare o descrivere un’emozione così intensa, vissuta a 300 km/h… in tutti i sensi, ma vi prometto che farò del mio meglio. Ovviamente io stesso, fino a quando non l’ho provata sulla mia pelle, non potevo credere a quanto fosse elettrizzante questa gara, e questo vale anche per i numerosissimi appassionati spettatori e visitatori della maratona francese (circa 240.000 persone!) che la seguono sugli spalti e sulle tribune.

La cornice della mitica 24 ore di Le Mans. Domenica 17 giugno 2012. - Foto di Giulio Villa

La 24 ore di Le Mans è la gara di durata per antonomasia e una tra le competizioni automobilistiche più famose di sempre, se non addirittura la più famosa. Basti pensare che quest’anno è giunta alla sua ottantesima edizione. Il canale televisivo “National Geographic” la classifica al primo posto tra gli eventi sportivi più importanti di sempre, ancor più delle Olimpiadi e della Coppa del Mondo di calcio: davvero incredibile! Il circuito misura circa 14 km, uno tra i più lunghi del mondo, e solo un terzo della sua configurazione è permanente, i restanti due terzi sono trafficati quotidianamente dagli avventori della Route Nationale: questa è la prima particolarità della gara. Non è possibile svolgere dei test durante l’anno, se non in occasione della giornata di prove ufficiali, che quest’anno si è svolta domenica 3 giugno; si può inoltre ovviamente girare durante la settimana che precede la gara. Ebbene sì, avete capito bene, l’evento dura ben sette giorni! Si inizia la domenica precedente, che quest’anno cadeva il giorno 10 giugno per terminare il 17 giugno. Per farvi capire di cosa sto parlando vi riassumo brevemente i vari appuntamenti di questa “lunga” settimana:

• 10/11 giugno: verifiche amministrative e tecniche (chiamate “La giornata della pesa”)
• 12 giugno: briefing piloti e sessione di autografi
• 13/14 giugno: prove libere e qualificazioni
• 15 giugno: parata dei piloti
• 16 giugno: warm-up e partenza gara (ore 15:00)
• 17 giugno: arrivo gara (ore 15:00).

Joel prima della partenza. Sabato 16 giugno 2012. Foto di Paolo Briatico.

Altra particolarità che contraddistingue la maratona francese è la convivenza in pista tra i prototipi, che lottano per la classifica assoluta, e le vetture Gran Turismo, per intenderci la mia categoria. Ci sono differenze di velocità che variano tra i 30 km/h e i 40 km/h a favore dei prototipi, pertanto nelle fasi di doppiaggio bisogna prestare la massima attenzione; tutto questo è ancora più complicato nelle ore notturne con il buio. I prototipi infatti utilizzano dei potenti fari bianchi led che ti accecano, nel vero senso del termine. Personalmente, tirando le somme di questa meravigliosa e unica esperienza vissuta da protagonista al volante, posso dire a cuore aperto di essermela goduta fino in fondo; ho vissuto ogni attimo molto intensamente. Ho avuto la fortuna di qualificare l’auto, di prendere la partenza della gara, di ammirare i fuochi d’artificio alla mezzanotte mentre ero alla guida, così come di vedere sorgere il sole. Ho percorso 118 giri e abbiamo, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai miei compagni e dal mio team, ottenuto un onorevole 8. posto finale nella nostra Classe, la GTEAm. Poter vedere la bandiera a scacchi dopo 24 ore al volante, credetemi, è già una vittoria. Ma, ovvio, il mio obiettivo per il futuro sarà quello di migliorare ancora questo risultato. Arrivederci e grazie, mitica 24 ore di Le Mans!

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