… E riflessi sui Comuni e sul Cantone

christian vitta deputato al gran consiglioa cura di Christian Vitta*

L’articolo è suggerito dall’insediamento, nel Comune di cui sono Sindaco, Sant’Antonino, del nuovo centro logistico integrato del gruppo Luxury Goods International SA (che distribuisce fra gli altri i prodotti del marchio Gucci). Non certo un evento straordinario per il Cantone e per non pochi comuni ticinesi. Il quesito che si pone l’opinione pubblica è naturalmente subito quello degli effetti sui comuni, in termini di impieghi e fiscalità, per restare sul versante positivo, ma anche di impatto ambientale, soprattutto sulla circolazione, per andare invece su quello meno positivo.

Per capire quali possano essere questi effetti, occorre capire anche quale sia oggi il significato di logistica. L’immagine che se ne ha è magari ancora quella degli spedizionieri a cavallo della frontiera, specializzati nelle pratiche doganali, oppure delle grosse imprese internazionali di trasporto che movimentano le merci per ferrovia o autocarro, ma anche per nave o aereo in Europa e nel mondo intero. Certamente una parte della logistica è ancora costituita da queste funzioni, anche se le pratiche doganali, a dipendenza dell’introduzione delle zone di libero scambio, hanno conosciuto una notevole evoluzione e comportano altre modalità di certificazione necessarie per passare da uno Stato all’altro.

Il termine logistica ha oggi un significato molto più ampio, con il quale un amministratore comunale può e deve appunto confrontarsi nel caso in cui il suo comune susciti l’interesse per l’insediamento di un nuovo centro logistico. Si parte dall’usuale capannone, dalle forme che rispettano più la funzionalità dell’eleganza, in cui semplicemente si trasborda, su indicazioni che vengono magari da molto lontano, merce depositata da un vettore a un altro, per favorirne il trasporto o la distribuzione. Si arriva fino al centro che integra tutte le funzioni, ossia quelle di comando, nel senso della raccolta di richieste, magari da ogni parte del mondo, di una qualsiasi merce e della loro elaborazione, fino a quelle operative, ossia all’evasione della richiesta tramite la confezione e l’invio della merce richiesta, già depositata in loco o da richiedere altrove, attraverso propri o altrui vettori. Di questi centri ce ne sono oramai di ogni genere: tanto per fare un esempio nel primario, un centro logistico integrato é anche quello della Federazione ortofrutticola ticinese (FOFT) ubicato a Cadenazzo; anche lì si raccolgono le richieste, si elaborano, si confeziona la merce già stoccata o dopo averla fatta pervenire dal produttore, la si invia infine al cliente con la relativa fatturazione che si provvede poi a incassare. Ma ce ne sono anche per l’editoria: non è più l’editore o lo stampatore che immagazzina i testi stampati e ne gestisce la distribuzione alle librerie ma un centro logistico che si occupa di farlo, magari per più case editrici.

I riflessi sui quali si interroga appunto l’opinione pubblica dipendono dunque molto dalla natura del centro. Se è un centro integrato, vi si svolgono attività diversificate, da quelle dirigenziali fino a quelle amministrative e manuali, dove la manualità è spesso supportata da mezzi meccatronici (meccanici ed elettronici) e dove l’informatica ormai sovrintende a tutto. Pertanto anche le possibilità d’impiego sono diversificate e l’apporto fiscale può diventare anche cospicuo a dipendenza del settore in cui si opera. Sull’altro versante, se il centro è un semplice luogo di ricovero e di trasbordo di merce, le attività coprono uno spettro molto limitato, gli impieghi si situano in una fascia ridotta di professioni, di reddito anche modesto, e la resa fiscale è ridotta. Per di più occorre considerare che ogni tipo di centro logistico comporta un traffico di vettori propri o altrui e richiede infrastrutture viarie adeguate e questo per limitarne l’impatto ambientale.

Per quel che riguarda il personale, soprattutto quello specialistico, per l’intero Ticino se ne occupa l’Associazione svizzera per la formazione in logistica, che ha il suo centro di formazione a Giubiasco e cura, mediante i corsi interaziendali, la formazione di base degli apprendisti impiegati in logistica, le specializzazioni, per esempio quella di conducente di carrelli elevatori, e quella superiore, con il corso preparatorio all’esame professionale federale di manager in logistica. Quest’ultimo percorso formativo aumenta in modo considerevole il bagaglio di competenze degli operatori a tutto vantaggio di un settore, quello della logistica, in costante e crescente evoluzione.
In conclusione, è nell’interesse dell’ente pubblico puntare soprattutto su centri logistici integrati, favorendone nei vari modi l’insediamento nei luoghi adatti, soprattutto vicini a snodi viari e ferroviari, e magari già infrastrutturati fino al margine dei sedimi a disposizione.

*Christian Vitta, Deputato al Gran Consiglio e Sindaco di S. Antonino

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