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La giovinezza è nell’occhio di chi guarda La giovinezza è nell’occhio di chi guarda
Alla scoperta delle nuove frontiere di ringiovanimento e salute oculare insieme all’oftalmochirurgo Roberto Pinelli. A cura di Michele Gazo, giornalista. L’importanza di preservare la... La giovinezza è nell’occhio di chi guarda

Alla scoperta delle nuove frontiere di ringiovanimento e salute oculare insieme all’oftalmochirurgo Roberto Pinelli.

A cura di Michele Gazo, giornalista.

L’importanza di preservare la propria vista è fondamentale non solo per mantenere giovani i nostri occhi ma anche per migliorare la nostra qualità di vita.
E se, fino a qualche anno fa, non sempre era fattibile intervenire sul nostro duplice organo visivo per curarne alcuni difetti, oggi è invece possibile farlo con cognizione di causa e precisione.
Miopia, astigmatismo, ipermetropia… e persino presbiopia, il principale sintomo dell’invecchiamento visivo, sono curabili tramite una chirurgia assolutamente non invasiva, che utilizza come unico strumento operatorio la più pura e impalpabile delle sostanze: la luce.
In tale avanguardia chirurgica, il Ticino rappresenta un punto di riferimento a livello mondiale, e questo grazie all’istituto di ricerca SERI (Switzerland Eye Research Institute), fondato a Lugano da uno dei maggiori esperti del settore, l’oftalmochirurgo Roberto Pinelli.
Il dottor Pinelli è un sostenitore dell’importanza della salute visiva dell’individuo quale punto di partenza per un benessere complessivo e una “giovinezza” duratura dell’organismo. Nel suo volume, best-seller Amazon, “In viaggio con la luce – L’avventura del chirurgo che lavora con i fotoni” (Mind Edizioni, 2017), il dottore racchiude i risultati delle sue ricerche e delle sue intuizioni, basate sull’analisi di centinaia di casi clinici. Le conclusioni a cui giunge sono per lui (e per la scienza) un nuovo punto di inizio: la luce risulta essere il miglior strumento terapeutico perché è in grado non solo di curare l’occhio, ma anche di ripristinare l’equilibrio di particolari particelle prodotte dal nostro corpo, i biofotoni, e di conseguenza di ridare salute a tutta la persona, contrastandone l’invecchiamento. Ci siamo rivolti proprio al dottor Pinelli per avere alcune delucidazioni circa il suo istituto luganese e la tipologia di interventi che vi esegue.

Dottor Pinelli, sono passati ormai diversi anni da quando ha fondato SERI Lugano, una realtà che si è subito imposta come punto di riferimento per l’oftalmologia e l’oftalmochirurgia a livello mondiale. Come è nata l’idea di creare lo Switzerland Eye Research Institute? Perché ha scelto proprio Lugano?

Lugano era nel mio cuore da tempo e l’ho sempre frequentata con la mia famiglia. Insegnavo teorie e tecniche della chirurgia corneale alla European School for Advanced Studies in Ophthalmology, mia moglie ha svolto buona parte del suo tirocinio di psicoterapeuta in Ticino, i nostri figli sono nati a Lugano. Quando, durante una cena tra oculisti a Barcellona, ho ricevuto un riconoscimento per la ricerca, alcuni rappresentanti di istituzioni ticinesi mi hanno chiesto di considerare l’opportunità di portare a Lugano le innovazioni in oculistica che avevo messo a punto.

Il SERI si presenta come un centro molto ben strutturato, con molteplici dipartimenti; l’impressione è quella di un luogo in cui ci si prende cura del paziente come persona, non solo dei suoi occhi. Qual è esattamente la mission che ispira il suo istituto? È cambiata nel corso degli anni o è sempre rimasta fedele ai propri princìpi originali?

Cambiare non significa non essere fedele ai propri valori, ma significa evolversi. In cinque anni abbiamo programmato un’evoluzione che fondamentalmente si basa su alcuni princìpi cardine rimasti immutati, che sono: 1) bilateralità degli interventi, dato che trattiamo entrambi gli occhi nella stessa seduta; 2) non invasività, dato che operiamo esclusivamente utilizzando la luce; 3) assenza di dolore, durante e dopo l’intervento; 4) assenza di trattamenti post-operatori; 5) dimissioni immediate del paziente; 6) ripresa delle proprie attività sin dal giorno dopo. Per rispondere alla sua domanda sul “cambiamento”, io penso che la ricerca per definizione sia un continuo mutare ed evolversi, e quindi non è mai uguale a se stessa. I nostri pazienti incontrano vari professionisti nei diversi momenti della loro esperienza presso il nostro istituto: per noi fornire ai pazienti ogni informazione che sia utile alla comprensione del progetto pensato per loro è fondamentale. Ci sono persone al nostro interno che tengono un contatto costante con i pazienti, anche a distanza di tempo.

Oggi si parla sempre più spesso di “well aging”, approccio che prevede una serie di metodologie utili a rallentare gli effetti dell’invecchiamento sul nostro organismo. Applicato alla vista, questo concetto che cosa implica? Come si può mantenere la vista giovane? La perdita progressiva della capacità di leggere da vicino che subentra con l’età può oggi essere curata?

La sua domanda verte su una cosa sola, se parliamo di oculistica e di ciò che facciamo allo Switzerland Eye Research Institute: il trattamento della presbiopia, il nostro cavallo di battaglia. La Pinelli Presby Profile ® è un trattamento personalizzato a base di fotoni, diverso per ogni persona e indicato proprio per la presbiopia (oltre che in presenza di altri difetti visivi). Ovviamente lo stile di vita dell’individuo conta molto per il mantenimento del risultato, e quindi direi che è un progetto condiviso con il paziente.

Lei e il suo centro siete famosi nel mondo per le tecniche oftalmochirurgiche che utilizzate, basate sull’esclusivo utilizzo della luce quale strumento d’intervento. Ci può spiegare meglio quali sono queste tecniche e come funzionano?

Gli occhi devono essere trattati con estrema leggerezza e rapidità, e ovviamente senza alcun dolore. La Femtolasik Lux® non è un intervento chirurgico perché non utilizza ferri chirurgici, lame, suture. La luce, declinata in fonti di energia differenti, è protagonista di tutte le fasi di questa procedura “no touch” che in pochi minuti corregge miopia, astigmatismo e presbiopia e rinforza la struttura corneale tramite l’emissione di femtosecondi, luce a ecciplessi e ultravioletta. Anche i pazienti con cheratocono possono evitare il trapianto di cornea grazie sia all’utilizzo dei raggi UV-A che di ParaCel®, un collirio messo a punto dalla nostra “officina”, che ferma la progressione della malattia e fortifica le fibre di collagene.

 

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