EY: perché quotare la propria azienda nella borsa Svizzera EY: perché quotare la propria azienda nella borsa Svizzera

A cura di Marco Berton, giornalista finanziario.

“Uno sguardo oltre il confine. Comprendere le potenzialità del mercato del capitale svizzero”.

Era questo il titolo del workshop organizzato a Milano da EY e che ha visto la partecipazione di imprenditori interessati e di società che hanno realmente fatto ricorso alla quotazione sui mercati regolamentati e che hanno quindi potuto testimoniare la loro esperienza. L’evento, tenutosi nella prestigiosa sede di EY a Milano in via Meravigli, proprio alle spalle di Borsa Italiana, ha rappresentato una novità assoluta dato che si trattava del primo evento organizzato congiuntamente dalle due realtà, EY Italia e EY Ticino. Una commistione di interessi che potremmo definire naturale visto l’argomento di interesse appunto transnazionale che accomuna le due business unit della multinazionale. Il tema della giornata, ovvero il ricorso al mercato dei capitali da parte delle aziende, è stato analizzato e approfondito da differenti punti di vista: da quello dell’imprenditore interessato a reperire nuovi capitali per incrementare il business della propria azienda a quello della società di consulenza che offre i propri servizi di supporto all’operazione. Per non dimenticare quello del potenziale investitore che, grazie a questa attività, ha la possibilità di avvicinare ed eventualmente finanziare società altrimenti difficilmente raggiungibili. Tra i relatori dell’evento da segnalare l’intervento di Paolo Zocchi, Partner EY Assurance Growth Market Leader Mediterranean Region, che ha sottolineato l’importanza per una società di medie/piccole dimensioni di valutare la possibile quotazione su un mercato regolamentato. Operazione sicuramente complessa, ma che può rappresentare un interessante mezzo per dare alla propria realtà i mezzi necessari per affrontare nuove sfide sui mercati, soprattutto se l’azienda opera a livello internazionale.

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“La quotazione tramite un’IPO (acronimo di Initial Price Offering, ovvero Offerta Pubblica Iniziale, ndr) rappresenta, in molti casi, il mezzo ideale per consentire alla propria azienda di realizzare il passo in avanti verso il futuro ed effettuare gli investimenti necessari per la crescita o semplicemente per farsi conoscere. La quotazione su un mercato regolamentato consente di elevare il proprio standing e di attrarre talenti che, altrimenti, difficilmente sarebbero invogliati a lavorare in un’azienda conosciuta solo a pochi addetti ai lavori”.

Secondo Zocchi, inoltre, un aspetto fondamentale è la scelta della Borsa su cui quotarsi. “Un’azienda ha oggi un’ampia scelta di possibili Piazze su cui effettuare la propria quotazione. Una società italiana può valutare se rivolgersi a Borsa Italiana ma anche su altri listini. Le differenti Borse rappresentano in molti casi alternative da valutare senza preclusioni: si tratta di una scelta strategica molto importante soprattutto nel caso di aziende che devono affrontare momenti di profondi cambiamenti come ad esempio il ricambio generazionale. Se studiata correttamente, la decisione di quotarsi in Borsa può essere una risposta strategica al bisogno di aziende familiari che hanno necessità di aprirsi al mercato internazionale. Può essere una risposta efficace per farsi conoscere dal mercato in maniera più veloce rispetto ai propri competitor”.

Claudio Lencovich, Associate Partner EY Capital Markets Milan ha invece concentrato il suo intervento sui requisiti necessari per accedere ad un mercato regolamentato. Un’azienda che decide di ricorrere al mercato dei capitali, a detta di Lencovich, deve sapere che sta per intraprendere un viaggio di almeno due anni. Il management in questo processo è fondamentale perché deve riuscire a costruire un team strutturato, affiatato e con un forte commitment condiviso. Solo con questo atteggiamento, infatti, si può pensare di arrivare in fondo ad un percorso che comporta molti sacrifici. Concetto ribadito anche da Eric Ohlund, Grove Financial Services, che ha ribadito come l’IPO è un viaggio che alla fine cambia profondamente e in maniera irreversibile la realtà aziendale da cui si è partiti.

“Quotarsi in Borsa comporta molte attività time-intensive, e le conseguenze di questo percorso si faranno sentire nel lungo termine” ha sottolineato Ohlund secondo cui bisogna aver ben chiaro il motivo per cui un’azienda vuole affrontare questa sfida: “Per andare sul mercato si affrontano step successivi a difficoltà crescente, come i campi di salita all’Himalaya. Prima di affrontare questa sfida è fondamentale essere convinti e domandarsi in piena sincerità il motivo per cui si decide di quotarsi e prepararsi di conseguenza”. Elisa Alfieri (nella foto), Associate Partner EY Switzerland, ha focalizzato il suo intervento sulla sequenza di processi burocratici che un’azienda in procinto di quotarsi sulla Piazza elvetica deve affrontare. “I requisiti formali per poter accedere al processo di quotazione sulla Borsa svizzera sono assimilabili a quelli richiesti da altre Borse europee, come quella italiana ad esempio. Il Prospetto Informativo resta il documento centrale del processo di “listing”.

Complessivamente possiamo dire che gli obblighi di informativa per le società straniere quotate sul listino primario svizzero sono identici a quelle delle società basate nel territorio elvetico”. L’esperta ha sottolineato come la regolamentazione richieda che la società presenti almeno per tre periodi, bilanci certificati preparati secondo gli standard più diffusi, IFRS o US GAAP, mentre tra gli obblighi di comunicazione al mercato segnaliamo tutte le operazioni societarie che in qualche modo possono avere conseguenze sull’andamento del titolo quotato. Valeria Ceccarelli, Head Primary Markets, SIX, Securities and Exchanges, in qualità di responsabile per il listing della Borsa svizzera, ha presentato le caratteristiche distintive della Borsa basata a Zurigo. “La Piazza elvetica rappresenta un ecosistema unico ed un importante centro finanziario internazionale che può essere valutato da realtà societarie nazionali ed estere che vogliono accedere al mercato pubblico dei capitali, a livello di quotazione azionaria o di emissione obbligazionaria”.

Le regole di funzionamento e di accesso al listing presentano standards internazionali rigorosi, a tutela di emittenti ed investitori, ma sono piuttosto snelle ed i processi veloci ed efficienti rispetto ad altri mercati. Gli emittenti che si sono quotati hanno apprezzato l’approccio collaborativo e anche formativo che viene offerto dalla SIX alle società: basti pensare che il processo di approvazione e ammissione di un nuovo emittente per la quotazione, una volta consegnata la documentazione necessaria, si conclude in un periodo massimo di quattro settimane, molto meno di quanto richiesto in altre giurisdizioni.

“Tra i requisiti per la quotazione sulla borsa svizzera – ha ribadito Ceccarelli – è necessario un periodo di 3 anni di track record, un flottante (“public ownership”) che rappresenti almeno il 20% delle azioni dell’emittente e che corrisponda ad una capitalizzazione minima di 25 milioni di franchi svizzeri, elementi che rendono la quotazione sulla Piazza svizzera appetibile anche per realtà italiane di medio/piccole dimensioni. Particolarmente interessanti i casi aziendali presentati da Giacomo Di Nepi, amministratore delegato di Polyphor, e da Stefan Weber, amministratore delegato di Newron, gruppo italiano quotato alla SIX dal 2016. “Polyphor, società elvetica del settore pharma, è riuscita ad accedere al mercato dei capitali attraverso la piazza svizzera. Dopo aver considerato diverse opzioni, la scelta è ricaduta su Zurigo per una serie di fattori. Senza dubbio l’ecosistema è favorevole al comparto pharma, anche a livello di investitori privati, che hanno accumulato una significativa dimestichezza col settore. Ma l’aspetto che più abbiamo apprezzato è riconducibile alla semplice, rigorosa, ma allo stesso tempo pragmatica gestione del processo di quotazione: se ci sono i requisiti e si rispettano le richieste, la scelta della Borsa svizzera può rivelarsi vincente soprattutto in termini di tempistica di approvazione” ha sottolineato Di Nepi. Rivolgendosi agli imprenditori che stanno valutando questa opportunità, Stefan Weber, ha concluso con un consiglio: “Non abbiate paura di investire. Per avere successo cercate i migliori talenti, costruite il miglior team e ne sarete ripagati”

 

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