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I medicamenti naturali: dagli antichi rimedi ai moderni fitofarmaci

michele gazo 2A cura di Michele Gazo. Giornalista.

Alle radici del benessere

C’era una volta la natura, dispensatrice di salute e virtù, materna custode di segreti e tesori vitali. I nostri antenati la conoscevano a fondo, sapevano come vivere in comunione con essa e come carpirle doni preziosi per il proprio benessere. Sapevano come nei colori delle gemme più rare e nelle mutevoli forme di radici e arbusti si celassero proprietà medicamentose capaci di alleviare il dolore, curare i mali e restituire l’equilibrio psico-fisico all’organismo debilitato. Questo rapporto privilegiato dell’uomo con la natura durò per centinaia, migliaia di anni. Poi, in tempi recenti, le antiche conoscenze naturaliste sostanzialmente si persero. Nell’era moderna, accantonati i decotti e le erbe della nonna, per curarsi si è cominciato a rivolgersi con fiducia agli ultimi ritrovati della chimica farmacologica, in un proliferare di medicamenti basati su principi attivi creati in asettici laboratori, in grado di agire sull’organismo in modo non sempre riguardoso delle sue fisiologie naturali.

Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Laddove fino a poco tempo fa si ricercavano lo strumento tecnologico, la soluzione chimica, i preparati artificiali, è subentrato un interesse per uno stile di vita più sano, più ecologico, più rispettoso dell’uomo e del suo benessere. Non si è trattato tanto di un ritorno al passato, ma della conquista di un presente nuovo e più coscienzioso, preludio forse di un futuro realmente a misura d’uomo. Una rivoluzione (e un’evoluzione) ideologica che ha interessato e sta tuttora interessando più o meno ogni ambito sociale, da quello abitativo a quello dei trasporti, da quello energetico a quello del riciclo delle risorse, fino ad arrivare proprio al settore medico e farmacologico. La tendenza a curarsi attraverso soluzioni più biologiche e meno artificiali prende sempre più piede, figlia di quel “pensare e vivere bio” che caratterizza la nostra contemporaneità. E la riprova è il moltiplicarsi sul mercato del numero di farmaci basati su principi attivi di origine naturale, che stanno piano piano affiancando e in taluni casi sostituendo i consueti farmaci di costituzione sintetica.

Dott. Andreas Bosshard, General Manager Mepha Schweiz AG

Ginsana, azienda leader da oltre settant’anni nella farmaceutica naturale, ha avuto in questo settore un ruolo non solo pionieristico, ma anche promotore e sostenitore nel corso dei decenni di una tradizione che affonda le proprie radici nell’antichità.

-La scoperta da parte dell’uomo delle proprietà curative dei vegetali è stata in principio sicuramente casuale.- riferisce il dottor Alberto Vignutelli, portavoce di Ginsana -Il primo utilizzo medico delle proprietà delle piante è avvenuto in India e risale a ben 10.000 anni fa, mentre i più antichi documenti scritti relativi all’uso e alle proprietà dei medicamenti e dei veleni appartengono alla civiltà cinese: tra questi è assai noto l’Erbario di Shên Nung, del 2700 a.C. circa.

Il tradizionale uso delle piante o di parte di esse si è comunque sviluppato in maniera indipendente in tutte le più grandi regioni del mondo, passando dall’Asia, con piante da noi oggigiorno molto conosciute come il ginseng ed il ginkgo, all’America del Sud con, per esempio, il guaranà, fino ad arrivare all’Africa con il pigeo, una pianta usata ancora oggi per alleviare problematiche delle vie urinarie, e all’Europa, con la valeriana, un valido coadiuvante nel rilassamento e nel sonno.-

Proprio l’Europa ha visto nascere e svilupparsi, a partire dal VI secolo a.C., una delle culture antiche più legate alla medicina su base vegetale, ovvero quella celtica. Gli uomini di medicina dei Celti, chiamati “druidi”, conoscevano perfettamente le proprietà e gli effetti sull’organismo di ogni singola pianta. Il loro sapere, purtroppo mai raccolto in forma scritta, è stato tramandato di padre in figlio attraverso i secoli e le generazioni, sopravvivendo fino a dare origine ai cosiddetti rimedi “casalinghi” ancora spesso utilizzati ai giorni nostri.

Dott. Alberto Vignutelli, Responsabile Scientifico Ginsana SA

La medicina stessa come la conosciamo oggi- continua il dottor Vignutelli -ha attraversato tre grandi ere differenti. Durante la prima, per trattare le malattie, si ricorreva quasi esclusivamente all’uso di piante medicamentose conosciute dai medici dell’epoca, chiamati spesso “stregoni”. La seconda epoca è sbocciata pochi decenni fa, quando molti scienziati hanno iniziato a studiare singole molecole, spesso di origine sintetica, e il loro effetto su diverse patologie. Questo ha portato a studi molto specifici sulla tossicità e sul funzionamento dei principi analizzati, anche attraverso il coinvolgimento di pazienti al fine di dimostrare l’efficacia e la sicurezza dei prodotti ricavati. Tutto ciò ha permesso di ottenere un approccio rigoroso, necessario per sviluppare farmaci controllati e testati. Solo negli ultimi anni, infine, è iniziata la terza epoca: la ricerca di uno stile di vita più sostenibile ha avvicinato le persone in modo più consapevole alle medicine di origine vegetale, e questo vale tanto per i consumatori quanto per i ricercatori scientifici. Basti pensare che il numero di pubblicazioni legate alla fitoterapia (la medicina a base vegetale) presenti nelle banche dati scientifiche è passato da meno di duemila, alla fine del secolo scorso, a oltre trentamila all’inizio del 2014!-

Un mondo di farmaci naturali

Anche i medicamenti fitoterapici, del resto, sono aumentati in modo esponenziale, arrivando a coprire più o meno ogni settore farmaceutico. Proprio Ginsana, con le sue quattro linee di prodotti, offre un esempio dell’ampio spettro di utilizzo dei farmaci totalmente naturali: da quelli della linea “Prepare”, che sostengono l’organismo durante fasi delicate della vita come la gravidanza o la menopausa, a quelli della linea “Vitalize”, che forniscono energia fisica e mentale, a quelli della linea “Protect”, che aiutano l’organismo a proteggersi da eventi debilitanti, fattori nocivi e invecchiamento cellulare, fino a quelli della linea “Restore”, che aiutano il corpo a riguadagnare una buona qualità di vita e a contrastare stress quotidiano e disfunzioni del sonno.

-In tutti questi casi,- spiega il dottor Vignutelli -una combinazione di valeriana e melissa come quella presente in Songha® Night è un valido aiuto per restaurare i cicli del sonno in modo naturale e sano, senza i terribili effetti collaterali dei classici sonniferi chimici. I farmaci naturali- continua -apportano un beneficio terapeutico a molte patologie. Senza avere la pretesa di essere panacee, si offrono come una sicura e comoda opzione di cura ulteriore o complementare. Sta al medico, al farmacista o al paziente-consumatore scegliere la migliore soluzione. Noi definiamo questa abitudine “approccio integrale”: una scelta bilanciata tra medicina convenzionale (sintetica) e medicina tradizionale (naturale), guidata coscientemente dal medico o dal professionista della salute in generale. L’ultima raccomandazione che desideriamo fare al paziente è di lasciarsi guidare nella scelta, perché non tutti i prodotti a base naturale presentano le caratteristiche essenziali di un farmaco, ovvero la qualità farmaceutica unita alla dimostrazione di efficacia e sicurezza. In questo caso è compito del farmacista o del medico intervenire aiutandolo a fare la scelta più adatta a mantenere il proprio benessere e un’ottima qualità della vita.-

Principi attivi distillati dalla natura

Lo slogan di Ginsana, “il potere della natura catturato dalla scienza”, racchiude alla perfezione il concetto che porta all’individuazione, all’estrazione e alla sintesi dei principi attivi presenti nelle piante medicamentose. Un procedimento che deve essere svolto secondo sistemi validi, che tengano conto di quegli equilibri naturali che rendono efficaci i poteri medicali delle piante d’origine: la fitoterapia si basa infatti spesso sulla combinazione di più principi attivi compresenti in una singola struttura vegetale. Estrarre quindi un unico principio non sempre si rivela la scelta giusta, dato che si va a perdere l’alchimia alla base del suo effetto. Un errore che, però, i produttori più qualificati non commettono.

-Fin dagli inizi della sua storia,- spiega il dottor Vignutelli -Ginsana usa metodi d’avanguardia per poter sviluppare estratti di piante che sottostanno alla qualità farmaceutica più rigorosa. Grazie a questo, ha la possibilità di condurre studi clinici che ne certificano la sicurezza e l’efficacia.-

Anche alla base dei preparati fitoterapici, quindi, ci sono molecole chimiche. La differenza sta nel fatto che si tratta di molecole non ricreate artificialmente in laboratorio, come avviene per i farmaci sintetici. Occorre però considerare che negli ultimi tempi anche molte case farmaceutiche convenzionali hanno iniziato a utilizzare principi di origine naturale nei propri prodotti, combinandoli con principi sintetizzati in laboratorio. Questo è dovuto, da un lato, al cambio di sensibilità comune nei confronti delle scelte e della qualità di vita, dall’altro a un effettivo aumento della difficoltà nello sviluppo di nuove molecole sintetiche. Molti scienziati si rendono sempre più conto dell’immenso potenziale delle piante e della grandissima varietà di sostanze medicali presenti in esse.

-Non tutti sanno che la medicina naturale è alla base della medicina moderna- afferma il dottor Vignutelli -Nei paesi occidentali il 35% dei medicamenti prescritti dai medici sono di origine naturale, mentre più del 50% dei medicamenti senza ricetta derivano da piante. Un esempio eclatante? L’aspirina, la “medicina” per antonomasia, è basata sull’estratto di salice, ovvero l’acido acetilsalicilico. Ancora oggi, inoltre, circa l‘80% della popolazione mondiale tratta le malattie solo con piante medicinali.-

Preparati unici non replicabili

Il crescente interesse per i medicamenti naturali tocca da vicino anche il mondo dei farmaci generici, ovvero quei farmaci che risultano equivalenti per principio attivo ad altri preparati “di marca”, e che sono presenti sul mercato con lo scopo di ridurre la spesa farmaceutica, dato che, a parità di efficacia, hanno costi più bassi rispetto agli originali. Il rappresentante più significativo in questo settore è sicuramente Mepha Pharma, la più importante azienda fornitrice di generici in Svizzera, con oltre mezzo secolo di storia alle spalle. Nel suo assortimento, che comprende circa 150 diversi principi attivi, sono presenti anche medicamenti su base vegetale, nonostante, come riferisce Andreas Bosshard, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mepha Pharma, la ricerca e lo sviluppo nel campo dei farmaci naturali non siano al centro delle attività dell’azienda.

-I principi attivi che vengono impiegati nei fitofarmaci di regola sono ben noti da anni,- spiega Bosshard -e quindi trovano impiego nei trattamenti medici già da tempo. Mepha ha lanciato i suoi fitofarmaci all’incirca cinque anni fa, ampliando la sua offerta, già vasta, con una nuova tipologia di medicamenti. I nostri fitofarmaci comprendono attualmente tre categorie, rispettivamente nei settori della ginecologia (Agnus-Castus-Mepha), della reumatologia (Harpagophyt-Mepha) e del sistema nervoso centrale (Hypericum-Mepha).-

A differenza degli altri prodotti distribuiti da Mepha Pharma, però, i fitofarmaci non possono essere definiti “generici”, in quanto, come precisa Bosshard, se per l’estrazione dei principi attivi si usano mezzi e procedimenti diversi o si ha un rapporto droga-estratto differente, si ottengono due prodotti non equiparabili tra loro.

Si tratta quindi di farmaci in qualche modo “unici”, tanto per preparazione quanto per efficacia, ma, avverte Bosshard, -A differenza dei principi attivi prodotti sinteticamente, il sistema di funzionamento dei fitopreparati non è sempre dimostrabile, poiché si tratta spesso di miscele di molte sostanze che possono presentare meccanismi d’azione diversi tra loro. In alcuni casi, inoltre, i fitofarmaci possono dare origine a interazioni con altri medicamenti.-

Ci sono però situazioni in cui i farmaci naturali vengono scelti maggiormente dai consumatori, in parte perché vengono percepiti a livello comune come più adatti a contrastare patologie particolarmente delicate senza aggredire l’organismo, in parte per motivi empirici, visto che la loro efficacia in questi campi è data per assodata.

-Spesso,- dice Bosshard -i fitofarmaci vengono impiegati per malattie da raffreddamento o per il sistema nervoso centrale nel trattamento delle distimie depressive. In questo campo vi sono indagini cliniche sull’efficacia che dimostrano l’azione, per esempio, degli estratti dell’erba di San Giovanni. Nel nostro assortimento di fitofarmaci, del resto, la maggiore richiesta si ha nel campo del sistema nervoso centrale.-

Piante… ma anche batteri

Un’ulteriore categoria di prodotti per la salute che offre preparati di origine naturale è quella degli integratori alimentari. Si tratta in questo caso di sostanze che contribuiscono a un miglioramento della qualità della vita andando a sopperire alle mancanze nutritive derivate, per esempio, da periodi di forte affaticamento e stress.

-Nel settore integrativo,- dice Bosshard -Mepha Pharma offre con il marchio Biotan numerosi prodotti naturali che stiamo sviluppando con la collaborazione di scienziati della nutrizione e di medici. In questo modo nascono prodotti innovativi i cui componenti si integrano opportunamente tra loro e possono essere assorbiti bene dall’organismo.-

È interessante notare come non tutti gli integratori naturali si basino su principi di origine vegetale, ma attingano anche al mondo batterico.

-BactoSan® pro FOS,- spiega Bosshard -è il prodotto più importante della nostra linea Biotan. Contiene otto ceppi batterici della famiglia dei lactobacilli e dei bifidobatteri che svolgono i loro compiti nell’intestino, migliorandone la funzionalità.-

La natura in farmacia

La produzione e la distribuzione dei farmaci naturali parte da grandi aziende e case farmaceutiche, ma è nella vendita al dettaglio che la crescente presenza di questi medicamenti e di questo modo di curarsi viene notata maggiormente.

Il dottor Antonio Bossi, naturopata, è titolare della farmacia di Besso. Come molti suoi colleghi, rileva un incremento di consumi di farmaci naturali da parte della gente, e ne individua diverse ragioni: -Opero da oltre vent’anni nell’ambito della medicina naturale. Come farmacista e naturopata la utilizzo sia come prima scelta e come unica terapia, sia come complemento a una terapia classica, comunemente chiamata “allopatica”. Un tempo, quando ero all’inizio di questa mia attività, la richiesta di prodotti naturali era senz’altro minore di oggi, e questo penso sia dovuto a diversi fattori. Prima di tutto, qui in Ticino non c’era quella che io chiamo “una cultura naturopatica”: in altre parole le terapie naturali non erano ben conosciute. Da un lato, spesso i pazienti confondevano le diverse cure, dall’altro i medici, non conoscendole, non le utilizzavano. Oggi i pazienti sono molto meglio preparati in merito (anche grazie a internet, che però spesso non semplifica le informazioni); d’altro canto, finalmente alcuni medici cominciano ad ammettere che anche i rimedi naturali hanno un loro posto nell’arsenale terapeutico. Il risultato di questa evoluzione è dunque un maggior interessamento generale da parte delle persone alla medicina naturale, e di conseguenza una maggior richiesta sia di informazioni che di prodotti.-

Ma, come sempre accade, un aumento di offerta da parte del mercato comporta un aumento di rischi per il consumatore… -Chiaramente,- continua infatti il dottor Bossi -parlando di maggior richiesta e dunque di maggior consumo, si affacciano ogni giorno sul mercato nuovi prodotti e canali di distribuzione. E qui sta il problema, nel senso che non sempre la qualità dei prodotti è garantita. È dunque di primaria importanza poter far capo a persone di comprovata competenza prima di acquistare o utilizzare dei prodotti naturali.-

Se da un lato è cambiato il panorama di mercato, in linea con la nuova tendenza comune è cambiato anche l’identikit del consumatore medio, così come ciò che cerca e ciò che si aspetta dall’utilizzo di farmaci naturali.

-Se vent’anni fa- racconta il dottor Bossi -i prodotti naturali eramo principalmente richiesti e utilizzati da persone particolarmente sensibili alla natura e al biologico, oggi penso di poter affermare che l’interesse per questi rimedi è manifestato da una gran fetta della popolazione, partendo dai giovani fino ad arrivare alle persone anziane. È difficile definire un “consumatore tipo”, nel senso che chi richiede questi farmaci appartiene a tutte le categorie sociali e culturali. Potremmo forse indicare un maggior interesse da parte delle persone di cultura nordica, dove questo tipo di medicina ha una storia più antica. La ricerca del rimedio “miracoloso”- continua il dottor Bossi -è sempre dietro l’angolo, nel senso che il paziente vorrebbe una soluzione rapida, indolore e definitiva ai suoi problemi di salute: questo è “umano” e vale comunque per tutte le richieste di farmaci, naturali o meno. Noto comunque che chi è orientato verso le terapie naturali è spesso maggiormente consapevole e responsabile nei confronti della sua salute, tenendo giustamente in considerazione anche altri aspetti importanti per poter ristabilire o manterere in equilibrio il proprio corpo e la propria mente, come l’alimentazione o l’attività fisica. Spesso il paziente che fa richiesta di prodotti naturali è meglio informato sulle terapie che intende utilizzare rispetto agli altri pazienti: ne consegue che il terapeuta deve essere in grado di poter rispondere “a tutto campo” e in modo competente anche su tematiche che spesso vanno oltre la semplice richiesta del rimedio naturale. Questo modo di operare, anche se più impegnativo, porta però a un approccio molto più ampio e arricchente, sia per il paziente sia per chi è disponibile ad ascoltarlo e aiutarlo.-

-Anche noi- conferma Andreas Bosshard, di Mepha Pharma -stiamo constatando la tendenza generale verso la ricerca di uno stile di vita sempre più naturale. Per questo motivo, Mepha offre guide gratuite per i pazienti che trattano argomenti riguardanti regimi di vita più sani e che si occupano anche di prevenzione, come per esempio le guide sull’alimentazione, sulle allergie o sulle lesioni da sport.-

Il naturale futuro del benessere

Il presente sembra quindi già predisposto ad accogliere le radici di un futuro farmacologico sempre più basato sul naturale, anche se ancora non è possibile dire se la fitoterapia, seppure di produzione industriale, soppianterà del tutto un giorno la farmaceutica convenzionale.

-Lo scenario venturo, a nostro giudizio,- riflette il dottor Vignutelli, di Ginsana -sarà molto complesso ma al tempo stesso molto interessante e positivo per il paziente-consumatore. L’approccio integrale diventerà sempre più presente nella scelta terapeutica del professionista della salute. Molte patologie avranno opzioni terapeutiche convenzionali (basate su molecole di sintesi) o naturali (estratti di piante). La differenza la farà il controllo di queste medicine naturali. “Qualità”, “efficacia” e “sicurezza” sono termini giustamente molto importanti per medici e farmacisti. Capiterà sempre più spesso inoltre una scelta combinata: quindi l’uso simultaneo di un prodotto naturale e di uno convenzionale, a dipendenza del bisogno del paziente e della sua patologia. Un esempio: un malato di cancro che riceve, oltre alle medicine convenzionali, anche prodotti naturali che possono alleviare la stanchezza cronica che affligge la stragrande maggioranza di questi pazienti.-

La scienza, quindi, continua la sua indagine alla ricerca di una dimensione farmaceutica sempre più naturale. Forse perché ha capito che solo da una medicina a misura di natura nasce un benessere davvero a misura d’uomo.

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